Natale tra pace e “tempo”: gli auguri di Bucci ai liguri e di Salis ai genovesi

Due messaggi diversi, stesso invito: rallentare e guardarsi attorno. Il presidente della Regione Marco Bucci affida ai social un augurio che mette al centro la pace e le radici della tradizione. La sindaca Silvia Salis sceglie la forma della “letterina” e chiede un dono raro: il tempo, per ascoltare e progettare


C’è un Natale che parla sottovoce, come una richiesta semplice in mezzo alla corsa di fine anno: fermarsi. È il filo che unisce gli auguri del presidente della Regione Liguria Marco Bucci e quelli della sindaca di Genova Silvia Salis, diffusi entrambi sui canali social, ma con registri e immagini molto diversi.

Bucci sceglie toni intimi e quasi domestici. Il suo messaggio parte da una scena familiare alla Liguria: le case illuminate, i vicoli che cambiano volto, il mare d’inverno che sembra trattenere il respiro. Da lì, l’invito a “guardare chi abbiamo intorno e ascoltare il cuore”, riportando il Natale al suo nucleo essenziale: la nascita di Gesù come segno di amore e, insieme, come memoria collettiva e radice culturale. Un richiamo che, nelle sue parole, diventa anche responsabilità: non voltare lo sguardo, restare umani, prendersi cura gli uni degli altri.
Nel suo augurio, il presidente allarga poi lo sguardo oltre i confini regionali. In un mondo attraversato da “dolore, guerra e divisione”, Bucci affida al Natale un desiderio netto: pace “vera”, che nasce dal rispetto e dalla compassione, dalla scelta di costruire invece di distruggere. È un augurio che tiene insieme il piano personale e quello pubblico: serenità per chi soffre, speranza per chi si sente stanco, e un pensiero alla “gente tenace e generosa” della Liguria, a chi lavora, resiste e continua ad amare la propria terra.
Non è un caso che, nelle settimane dell’Avvento, Bucci abbia anche legato gli auguri alla narrazione del territorio: dalle iniziative natalizie e dagli eventi diffusi alle immagini di una Liguria “accogliente” raccontata come una cartolina da condividere.
Se Bucci affida al Natale la parola “pace”, Salis punta dritto su un’altra mancanza che tutti riconoscono: il tempo. La sindaca sceglie una forma insolita per un messaggio istituzionale: una lettera a Babbo Natale, dichiarando subito lo scarto tra privato e ruolo pubblico (“per la prima volta… come sindaca”). Da lì, la richiesta di un dono che suona quasi rivoluzionario nella quotidianità amministrativa: tempo “per fare le cose bene e non solo in emergenza”, tempo per ascoltare cittadini e quartieri, e tempo per progettare, non soltanto per tamponare.
Ma nella letterina c’è anche un livello più umano, quasi confidenziale: Salis chiede tempo per gli affetti, per la cura, per chi “c’è sempre” e per chi “c’è stato”. Il messaggio, veicolato in un video pubblicato il 24 dicembre sui canali social della sindaca e del Comune, si chiude con un augurio diretto alla città: “Buon Natale Genova”.
Due auguri, insomma, che non si limitano alla formula. Da una parte la pace come obiettivo concreto, non come parola di circostanza; dall’altra il tempo come condizione per migliorare la vita pubblica e quella privata. In mezzo, una stessa consapevolezza: il Natale, prima ancora che una data sul calendario, è un modo di guardare le persone. E, forse, un promemoria collettivo — che sia nel silenzio del mare d’inverno o nei giorni frenetici di una città — per ritrovare ciò che conta davvero.
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